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Sindrome di Osgood Schlatter: Il dolore anteriore di ginocchio degli adolescenti 

Sindrome di Osgood Schlatter: Il dolore anteriore di ginocchio degli adolescenti

Il cosiddetto morbo della crescita è una condizione molto frequente, infatti colpisce 1 adolescente su 10 che pratica sport, soprattutto sport di salto e corsa. Il rimedio che si è diffuso maggiormente nel corso degli anni è l’astensione completa dall’attività sportiva fino a remissione dei sintomi. Questa comporta una perdita generale di forma fisica del giovane che, inoltre, per paura di doversi fermare tende anche a ritardare a segnalare il sintomo a genitori o allenatori aumentando poi i tempi di stop dall’attività che possono arrivare fino all’anno. 

Che cos’è? 

La Sindrome di Osgood Schlatter è un’infiammazione della tibia nel punto di arrivo del tendine rotuleo dovuta e continui stress che causa un’eccessiva sollecitazione del quadricipite recando anche microfratture dell’osso che è ancora in fase di accrescimento.  

Ad oggi, se inquadrata bene ed in maniera precoce, si opta per un approccio conservativo preferendo un programma di esercizi riabilitativi con un adeguamento del carico di allenamento in base alla fase della problematica piuttosto che lunghi periodi di astensione completa dall’attività sportiva.  

In casi molto rari necessita di intervento chirurgico.  

Sintomi 

Si manifesta con dolore localizzato e gonfiore, con talvolta anche rossore, anteriore sotto il tendine rotuleo, in prossimità della tuberosità tibiale. Il paziente riferisce dolore alla palpazione di quella zona ossea che può presentare anche una sorta di “protuberanza”.  

Colpisce maggiormente i maschi tra gli adolescenti tra i 9 e 14 anni, mentre le femmine che lo accusano sono tra gli 8 e 12 anni. 

Il dolore si manifesta nelle attività quotidiane, come camminare, alzarsi e sedersi, fare le scale e correre. Possono esserci presenti anche sensazioni di rigidità e zoppia. 

Il dolore si risolve completamente quando termina la maturazione ossea 

Diagnosi e cause 

L’esame strumentale di riferimento secondo recenti studi è l’ecografia che mostra lo stato di maturazione ossea della tibia proprio laddove si inserisce il tendine rotuleo. 

Ma l’indagine diagnostica proposta più comunemente è quella radiografica per verificare presenza di irregolarità e stato di frammentazione dell’osso. 

Il motivo della problematica ossea va fatto risalire ed un’eccessiva trazione del quadricipite in sport ad alta intensità che l’osso non riesce ad assorbire.  

Secondo alcuni studi fattori di rischio da considerare sono peso, altezza, indice di massa corporea, accorciamento del muscolo retto femorale, poca flessibilità dei muscoli posteriore della coscia e ridotta mobilità di anca e caviglia in relazione ad un maggior utilizzo del ginocchio durante i salti. 

Il fisioterapista può aiutarti in fase di valutazione ad individuare una di queste componenti utile e creare un programma di esercizi. 

Rimedi 

Il dolore può arrivare a durare fino a 12-18 mesi ed in alcuni casi soggetti hanno riferito alcune limitazioni di funzionalità a 4 anni. 

Prima viene affrontato il dolore dall’atleta e dalla famiglia prima si possono introdurre strategie di recupero, minimizzando l’astensione dalla competizione e mantenendo allenamenti differenziati. 

Importante in fase iniziale è riducendo le attività ad alto impatto ed inserendo esercizi specifici. 

Il fisioterapista ti guiderà ad individuare quanto puoi fare in un determinato momento ed a monitorare i carichi di allenamento e degli esercizi stessi. Per questo motivo, per favorire l’aderenza dell’adolescente alle indicazioni fisioterapiche ti verrà consigliato di tenere un diario quotidiano sul quale indicare le attività svolte, anche scolastiche, ed il relativo dolore provato. 

In fase acuta, in caso di un livello alto di infiammazione può essere utile associare della terapia strumentale, come la laser-terapia o utilizzo di farmaci anti-infiammatori, da valutare però insieme al medico. 

In rari casi di deve ricorrere all’intervento chirurgico con buone possibilità di successo secondo alcuni recenti studi. 

Una pubblicazione del 2020 ha presentato un protocollo di trattamento per la miglior gestione possibile di questi atleti. 

Le strategie di recupero vengono suddivise in due fasi: 

-fino a 4 settimane: informare su quali modifiche ai carichi d’allenamento l’atleta deve effettuare, costruzione di esercizi o attività fisica in base all’andamento dei sintomi. Rinforzo muscolare di glutei, flessori, quadricipite e monitoraggio del dolore quotidiano.  

-da 5 a 12 settimane: educare all’importanza di aderire alle indicazioni ed ai carichi di lavoro proposti, monitorando i carichi di lavoro e la progressione degli esercizi per i muscoli dell’arto inferiore e tronco, dello squat. Ritorno graduale all’attività sportiva a partire dall’ottava settimana. 

BIBLIOGRAFIA

-Activity Modification and Knee Strengthening for Osgood-Schlatter Disease (Rathleff et al, 2020) 

-Is the Prognosis of Osgood-Schlatter Poorer Than Anticipated? (Holden et al 2019) 

-Long-term Prognosis and Impact of Osgood-Schlatter Disease 4 Years After Diagnosi (Guldhammer et al 2021) 


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